Negli anni
’80 le diatribe fra ragazze andavano avanti soprattutto su due questioni: uno a
gusto musicale, ovvero se fossero meglio i Duran Duran o gli Spandau Ballet.
L’altro era
tra le macchine hardware preferite, soprattutto la lotta era fra Commodore 64 e
ZX Spectrum .
Chi
possedeva l’uno non vedeva di buon occhio l’altro e viceversa.
Il problema
per gli “Spectrumisti” era data dal fatto che la percentuale di chi lo possedeva
era assai minore rispetto a quelli che avevano il C64.
Mentre noi
“Commodoriani” eravamo in tanti e spalleggiati, i possessori di Spectrum
dovevano fare veri e propri saggi per parlare dei vari pregi della macchina in
loro possesso.
Nella mia
compagnia io avevo due ragazzi che possedevano questa macchina inglese ed un
giorno, dopo tante discussioni, sono andato a casa di uno a vederla in funzione
per un intero pomeriggio.
La cosa che
mi è piaciuta più di tutti era la tastiera nera con i tasti gommati.
Erano
ribassati rispetto a quelli del Commodore ed erano particolari, non so quanto
fossero sensibili, però ricordo che mi colpirono.
Dopo mi
furono caricati diversi giochi e l’amico tra uno schema e l’altro mi faceva
veri e propri sermoni su come fosse bello, fluido, e graficamente più
tondeggiate del mio amato biscotto.
A me non mi
ha convinto, è vero che era un po’ più fluido e con contorni più tondi del
prodotto Commodore, ma tornai a casa contento della mia scelta.
Vedere
quegli sfondi neri con colori monocromatici a me non piaceva affatto.
Nel
Commodore per esempio un uomo (seppur squadrettato) aveva la faccia rosa, la
maglia verde e i pantaloni blu … nello Spectrum era tutto di un solo colore
dalla testa ai piedi e questo a me non piaceva punto.
Ovviamente
sono di parte, ma non ho mai rimpianto il mio amato Commodore nei confronti
dello ZX Spectrum.








