giovedì 12 maggio 2016

Commodore 65 - Che vita videoludica sarebbe stata?


Scrivo questo post con l'aiuto di vari siti web:
ll Commodore 65 era un prototipo di computer creato tra il 1990 e il 1991.
Il C65 era una versione migliorata del Commodore 64.
Poteva essere compatibile con il suo predecessore ma con nuove funzionalità simili a quelle dell'Amiga.
Quando la CBM venne liquidata nel 1994, un certo numero di prototipi fu venduto e quindi alcune persone posseggono effettivamente un Commodore 65.
Si stima che il numero di unità presenti sul mercato si aggirino tra 50 e 2000.

Principali caratteristiche:
CPU: CSG 4510, una versione modificata del MOS 6502, realizzato dalla Commodore Semiconductor Group (CSG), affiancata da due interfacce MOS 6526 VIA("Complex Interface Adapter") chiamate CSG 4510 R3 (nome in codice Victor)
VIDEO: Un nuovo chip grafico VIC-III, chiamato CSG* 4567 R5 (nome in codice Bill), capace di visualizzare 256 colori da una tavolozza di 4096 colori; le risoluzioni possibili erano 320×200×256, 640×200×256, 640×400×16, 1280×200×16 e 1280×400×4
AUDIO: 2 chip sonori CSG 8580 SID (il C64 aveva un solo SID)
stereo a 6 voci con capacità di suono sintetizzato e digitale
Il clock alla frequenza di 3.54  MHz clock, contro il 1 MHz del C64
RAM: 128 kB espandibili a 8 MB
BASIC evoluto: Commodore BASIC 10.0 (il C64 aveva il BASIC 2.0)
PORTE: gestite dal CSG 4510
2 porte Joystick/Mouse
1 porta seriale DIN CBM
1 connettore-ponte maschio CBM "USER" port
1 porta video DIN CBM
1 interruttore di accensione e di reset
1 porta bus drive C65
1 connettore RF video (non implementata)
1 connettore di alimentazione DIN
1 connettore femmina video a 9-pin RGBI
2 porte audio RCA
1 porta di espansion RAM "Belly"
1 connettore-ponte di espansione femmina C65
1 drive floppy disk 3½" interno (non su tutti i prototipi)

Spesso mi chiedo come sarebbe stata la nostra vita videoludica se questa meraviglia fosse uscita.

lunedì 9 maggio 2016

Edicola 8 bit by Sovox - un blog mitico


Cosa porta dei nostalgici di uno o più sistemi a ricordarne i fasti?
Me lo chiedo spesso, cercando anche di capire perché mi piace di tanto in tanto accendere il mio Commodore 64 o scrivere su questo blog.
Non so nemmeno io cosa ci spinge a farlo, forse è per ritornare un po’ ragazzi e per cercare di riassaporare quegli odori e quelle sensazioni così lontane che non riviviamo più.
Colui che mi ha ispirato nell’idea di poter iniziare a creare e dire qualcosa in questo blog è stato un sito che mette in condivisione le cassette da edicola e i giochi del Commodore 64 e di tutti i sistemi ad 8 bit.
Il grande “Sovox” ha un sito veramente curato e super aggiornato e non smette mai di stupirmi in quello che riesce a fare.
In ogni gioco del suo blog troviamo la scansione, il pacchetto intero da scaricare del numero suddetto o i giochi singoli della collana, il relativo originale e addirittura il video del suddetto game.
E’ un sito in continua evoluzione e devo ringraziarlo per il post in cui mi ha menzionato ieri, non potevo non ricambiare il favore, soprattutto perché è un blog meritevole di ogni attenzione e unico nel suo genere.
Una vero e proprio scambio reciproco fra persone che si stimano.
Andate tranquillamente a vedervi il seguente link, vedrete che non lo abbandonerete più:

venerdì 6 maggio 2016

Samantha Fox Strip Poker - Largo all'immaginazione

 
Negli anni ’80 il nudo non era così sventolato come adesso e i ragazzi di allora si lasciavano andare parecchio all’immaginazione.
Ecco perché quando uscì nel 1986 il gioco “Samantha Fox Strip Poker” tutti ci volevano giocare.
Il fatto di vedere immagini digitalizzate era difficile, particolare e inusuale da trovare in altri giochi del Commodore 64.
E poter spogliare colei che aveva fatto il boom di vendite musicali grazie al singolo “Touch me” non aveva prezzo, soprattutto perché la donzella in questione si ritrovava una misura di scollatura veramente notevole.
Quando veniva caricato questo gioco la prima volta matematicamente lo volevamo finire.
Il gioco è fatto abbastanza bene ed è un classico poker con caricamento multiload.
Se vincevamo la Samantha si spogliava pian piano togliendosi un indumento per volta, se invece perdevamo nello stesso modo si rivestiva.
Fortunatamente non era particolarmente difficile e anche i ragazzi che come me conoscevano poco il gioco del poker riuscirono dopo un po’ di pazienza e di volontà ad arrivare alla fine di tanta abbondanza.
Se si arrivava alla fine la contentezza ci assaliva, non tanto per il fatto di essere riusciti a portare a fine il gioco, quanto per il risultato visivo che lasciava molto all’immaginazione.
Purtroppo le immagini digitalizzate non potevano essere così nitide come siamo abituati adesso e il vedere la nostra cantante pixelata ma seminuda ci faceva comunque piacere.
Sono diversi i giochi di Strip Poker per Commodore 64 ma dobbiamo riconoscere che questo sia stato il più famoso e giocato dai possessori del biscottone … anche solo per la curiosità ne valeva la pena.

lunedì 2 maggio 2016

Another World - Un gioco da paura!


Si può aver paura di un videogame?
Si, se il videogioco in questione s’intitola “Another World”.
Questo gioco datato 1991 fu sviluppato dalla Delphine Software e distribuito dall’Interplay.
A me suscitò subito delle emozioni fortissime.
Il gioco, dalla grafica accattivante, partiva con un filmato al cardiopalma dove nel finale il nostro protagonista si ritrova al cospetto di animali feroci in un mondo buio e freddo.
Io non ci ho giocato molto, ma ricordo che più di una volta ho acceso il mio Amiga 500 (con espansione) per caricare Another World .
Amavo vedere il lungo e fantastico filmato iniziale ma nello stesso tempo odiavo quel maledetto animale nero (uno scorpione?) che tutte le volte che veniva pestato sfoderava una maledetta unghia per ucciderci senza pietà.
A me questa scena faceva veramente paura, così come tutti gli animali neri e maledetti che incontravo per la strada, al punto tale che spesso e volentieri mi guardavo solo il filmato iniziale e basta.
E’ una pietra miliare dei giochi per Amiga e non solo, visto che è uscito per quasi tutti i sistemi dell’epoca.
Another World giocato adesso non fa più l'effetto di prima (soprattutto perché i giochi fantascientifici e horror di oggi hanno delle risoluzioni grafiche da far raccapricciare la pelle) ma a suo tempo ha tenuto incollato ai monitor a suon d’adrenalina veramente tante persone.

giovedì 28 aprile 2016

Manosoft "Princess" - La scheda dei sogni


Mi avessero detto negli anni 80 che il Commodore 64 poteva supportare una scheda come quella della Manosoft avrei pensato a pura fantascienza e avrei dato del pazzo a chi me lo avrebbe detto.
E invece ... Un certo Damiano Colombari insieme ad Hawui1 sviluppatore di tutta la parte firmware tap software/hardware, sono riusciti a creare una cosa fantastica e assolutamente impossibile per qualsiasi mente non solo durante gli anni Commodoriani ma anche in quelli attuali.
Non so neanche io dove cominciare e non vorrei dilungarmi troppo, ma la “Princess” (così si chiama la nuova fiamma) è un qualcosa che lascia senza parole e che in pochi centimetri riesce a far fare ai Commodore tutto quello che si vuole senza bisogno di registratori o floppy drive.
Questa scheda non è compatibile solo con il mitico Commodore 64 ma con tutta la famiglia ad 8 bit di questa fantastica casa costruttrice, dal Vic 20 in poi.
Inizialmente bisogna inserire nella Princess una scheda SD dove precedentemente sono stati messi all'interno i nostri file gioco/programmi preferiti (.prg, .d64 ecc. ecc.).
Poi si inserisce il gioiello della Manosoft dietro il Commodore e si digita un solo e semplice comando: LOAD”MENU”,8,1.
Dopo pochissimi secondi si entra dentro un menù che ci fa vedere l’interno della nostra scheda sd, si cerca la cartella dove ci sono i nostri giochi o programmi, si visualizza la lista e si sceglie quale giocare, si batte “RETURN” e parte il divertimento.
Ma la vera meraviglia è che funzionano pure i file .tap, quelli delle cassette.
Si carica il file tap desiderato per far partire il primo gioco, se poi si vuole giocare al secondo basta procurarsi un tasto di reset dove parte la sequenza, così fino alla fine della cassetta.
Addirittura premendo un apposito tasto della Princess si può memorizzare un punto esatto della cassetta dove poter ripartire in futuro (esempio: se premiamo questo tasto su una cassetta con 10 giochi dove abbiamo visto i primi sei, la volta successiva ripremendolo riparte dal settimo).
Ma ci sono tante funzioni in più tipo il “grab”, dove possiamo riversare tramite un registratore collegato le nostre cassette su scheda SD e viceversa.
Tramite un programma che troviamo sul sito Manosoft (Tap Manager) possiamo fare una cosa favolosa, ovvero creare un D64 indice da inserire dentro la cartella del relativo TAP.
Dopo questo passaggio il menù interno riconosce il file d64 creato e il Commodore può vedere il contenuto della cassetta suddiviso (tramite il lancio di un sottomenù chiamato "FB") e quindi poter giocare per esempio al quarto gioco e non dover per forza partire dal primo.
Insomma … sono stato forse troppo stringato e confusionario nel descrivervela, ma vi garantisco che con questa scheda si trova la definitiva via per tirare fuori dai nostri armadi i nostri Commodore e poter rigiocare con un tocco di modernità.
E contate che in una scheda SD da 2 gb si può avere tutto il mondo Commodore a disposizione.
Io personalmente ne ho una da 8 gb che all’interno trova tutti i file d64 e prg esistenti e tutte le cassette TAP italiane conosciute e finora convertite.
FAVOLOSA!!!!
L'indirizzo web per poter trovare questa meraviglia è il seguente:
http://www.manosoft.it/

mercoledì 27 aprile 2016

L'edicola dei miei sogni



Avevo un edicola che mi lasciava a bocca aperta tutti i giorni quando uscivo dalle scuole superiori.
Era un chioschetto come tanti che si trovava a metà strada fra la scuola e la fermata dell’autobus.
Questo chioschetto, a differenza di tanti che incontravo durante le mie passeggiate fiorentine, era caratterizzato dal fatto che era completamente addobbato e saturo di giornali e cassette per  i computer in voga a quei tempi.
Ovunque guardavi c’erano riviste per Commodore, Spectrum ed Msx e non c’era giorno che non mi fermassi a guardare quelle meraviglie, sognando di poter far girare in futuro quelle favolose cassette su un Commodore 64.
Visto che ancora non sapevo che il biscottone sarebbe arrivato da lì a poco, durante quei mesi di astinenza sbavavo letteralmente davanti a quell’edicola così ricca di meraviglia videoludica.
Nell’incanto di tutto quel ben di Dio mi è capitato anche un paio di volte di perdere l’autobus che mi avrebbe riportato verso casa.
Ricordo benissimo di una cassetta speciale dedicata al Natale che veniva sfoderata già da fine novembre, di una tale bellezza e dai colori sgargianti, che mi ha fatto davvero immaginare le cose più belle.
Avrei voluto comprarla ma costava tanto e l’ho lasciata lì dov’era.
L’ho desiderata e guardata fino alla fine delle festività Natalizie, dove fu rimpiazzata da un’altra rivista simile che comunque attirò la mia attenzione (come tutte le altre in mostra).
Insomma, erano più le emozioni dell’immaginazione rispetto alla realtà di quello che effettivamente c’era all’interno di tali cassette, ma tanto bastava per far sì che la mente volasse lontana.

mercoledì 20 aprile 2016

Track & Field - il nemico dei Joystick


I Joystick per i Commodore (dal Vic 20 all’Amiga) sono quelli che avevano 9 piedini e la forma ergonomica classica da bar.
Ce n’erano di tutti i tipi: colorati, trasparenti, con tasti colorati e con le forme più strane.
Erano formati da giganti impugnature e grandi tasti situati a sinistra, a destra e spesso anche sopra la manopola.
Ce n’erano di tutti i tipi: molto piccoli, mastodontici, più o meno sensibili e spesso di dubbia costruzione.
Quando si compravano direzionavano bene e avevano tutti la manopola bella ferma, ma dopo un po’ che si usavano sballottavano che era un piacere al minimo movimento.
I joystick che io ho sempre preferito erano quelli della linea “Albatros” nati da un’azienda in provincia di Bologna.
Si impugnavano bene, direzionavano magnificamente, si rompevano poco ed erano riparabili.
Molti di questi Joystick forse non erano neanche progettati per l’uso intenso che ne facevamo, soprattutto grazie a certi giochi che sembravano nati per sfasciare questi importanti accessori.
Penso che il più incredibile sia stato “Track & Field”, gioco stupendo della Konami datato 1987.
Era un gioco favoloso che faceva fare a noi ragazzi lunghe file nelle varie sale giochi che erano sparse ovunque.
Averlo in casa riprodotto sul Commodore 64 era una vera manna, soprattutto perché era stato pure convertito bene.
Era il classico gioco che si faceva contro gli amici, dove per cercare di vincere si metteva la base del joystick in mezzo alle gambe per tenerlo fermo, poi ci si incurvava a testa bassa senza guardare lo schermo con la manopola in mano e al momento del via si iniziava a scuotere velocemente e come forsennati a sinistra e destra finchè stremati e sudati non finiva la corsa.
Il problema è che spesso accadeva che  mentre gli omini correvano e noi si scuoteva, improvvisamente si sentiva un rumore strano … una sorta di “STACK” e ti ritrovavi la manopola rotta in mano staccata dalla base.
Un gioco che ha fatto la fortuna dei venditori di joystick dell’epoca.
Il classico gioco che ci divertiva un sacco, ma quando giocavamo contro un amico si sperava sempre che lui si portasse un joystick da casa.
In quel caso giocavamo più volentieri perché una cosa era se ti si rompeva un tuo joystick (e quello già ti faceva arrabbiare) … un’altra cosa era se ti se ne rompevano due contemporaneamente.